Come Ho Scoperto Il Tumore Alla Gola?

Tumore laringe faringe: sintomi, prevenzione, cause, diagnosi I tumori della faringe e della laringe, assieme ai tumori di cavo orale, ghiandole salivari, cavità nasali e seni paranasali, rientrano tra i tumori delle vie aerodigestive superiori (VADS) e fanno parte dei cosiddetti tumori della testa e del collo,

La faringe è un canale cilindrico lungo circa 15 centimetri, posto tra cavità nasale, bocca ed esofago. Consente la progressione del bolo alimentare dalla bocca verso l’esofago e il passaggio dell’aria, opportunamente umidificata e scaldata, da naso e bocca verso la trachea. La faringe è divisa in tre porzioni: nasofaringe (o rinofaringe), orofaringe e ipofaringe,

L’orofaringe è la parte di faringe in continuazione con la parte posteriore della bocca; include la base della lingua, il palato molle, l’arco delle tonsille e la parte posteriore della cavità della bocca stessa. L’ipofaringe è la porzione della faringe che prosegue con l’esofago.

La laringe è un organo dell’apparato respiratorio lungo circa 12 centimetri che collega la faringe con la trachea. Ha una struttura cartilaginea rivestita al suo interno da una mucosa. La parte superiore della laringe è chiusa dall’epiglottide, una valvola di cartilagine situata tra le vie aeree e digestive: quando è aperta, avviene la respirazione, quando è chiusa, avviene la deglutizione.

In questo modo si evita che il cibo finisca nella trachea. La laringe ospita le corde vocali, organo fondamentale della fonazione. L’oncologa Laura Locati parla dei tumori della laringe e della faringe e fa il punto sui progressi della ricerca su queste malattie.

Nel mondo i tumori della faringe e della laringe rappresentano il 4 per cento circa di tutte le neoplasie maligne diagnosticate negli uomini e l’1 per cento di quelle riscontrate nelle donne. In Italia si contano circa 2.800 nuovi casi l’anno di tumore della laringe tra gli uomini e 500 tra le donne,

I tumori della faringe hanno un’ incidenza simile nelle donne e leggermente inferiore negli uomini, ma mortalità più elevata rispetto ai tumori della laringe ; in Italia si registrano circa 2.250 nuovi casi l’anno per gli uomini e 650 per le donne. Il tumore del nasofaringe è molto raro in Italia : ha un’incidenza annuale di 1 caso ogni 100.000 persone, con tassi più elevati nei pazienti di età superiore ai 65 anni.

Considerando l’insieme dei tumori del distretto testa-collo, in Italia ogni anno si registrano circa 7.500 nuovi casi tra gli uomini e 3.000 tra le donne: sono complessivamente al quinto posto delle neoplasie più diffuse. La prevalenza (cioè il numero di persone in vita alle quali è stata diagnosticata la malattia) è di oltre 100.000 casi.

I principali fattori di rischio per i tumori della laringe e della faringe sono il fumo di sigaretta e il consumo di alcol : il 90 per cento circa dei pazienti affetti da queste neoplasie fuma e beve. Fumo e alcol hanno un’azione sinergica : l’assunzione combinata di tabacco e alcol moltiplica infatti il rischio di sviluppare uno di questi tumori.

  • Negli ultimi vent’anni si è osservato un aumento dell’ incidenza di tumori orofaringei nei giovani,
  • È stato dimostrato che queste neoplasie non sono associate al consumo di alcol e di tabacco, ma all’infezione da Papilloma Virus ( HPV, Human Papilloma Virus), lo stesso agente responsabile del cancro della cervice uterina, trasmesso in questi casi per via sessuale e in particolare con i rapporti orali.

I tumori nasofaringei invece possono essere associati al virus di Epstein-Barr (EBV), l’agente patogeno che causa la mononucleosi e altre forme oncologiche come i linfomi. L’età media alla diagnosi di un tumore della faringe è di 64 anni e il 95 per cento di questi tipi di tumori insorge dopo i 40 anni.

Il cancro della laringe colpisce soprattutto le persone di età superiore ai 55 anni. I tumori delle vie aerodigestive superiori sono più frequenti nei maschi che nelle femmine. Il 95 per cento dei tumori della laringe e della faringe ha origine dalle cellule epiteliali che rivestono questi organi; il restante 5 per cento, dagli altri tessuti presenti nel distretto, per esempio ghiandole (adenocarcinomi), tessuto muscolare o connettivale (sarcomi), o da tessuto linfatico (linfomi).

Nell’orofaringe possono comparire alterazioni precancerose dette leucoplachia (macchia bianca) ed eritroplachia (macchia rossa). Si tratta di lesioni a potenziale rischio di trasformazione, In genere le lesioni bianche hanno minor rischio di evoluzione in un cancro (intorno al 5-10 per cento) rispetto a quelle rosse (fino al 70 per cento).

  1. Solo la biopsia, cioè il prelievo con esame istologico di una parte della lesione, permette di valutare l’entità del rischio di trasformazione tumorale ( displasia lieve, media o severa) ovvero la presenza di una lesione già neoplastica ( carcinoma in situ, carcinoma microinvasivo).
  2. I sintomi di un tumore maligno alla faringe o alla laringe sono spesso subdoli e non sempre specifici; variano a seconda della sede e dell’estensione della massa tumorale.

Per esempio, i sintomi più frequenti dei tumori della laringe sono un abbassamento di voce immotivato e persistente (per più di due settimane) con variazione del timbro vocale, dolore (talvolta irradiato all’orecchio) e difficoltà nella deglutizione, oppure gonfiore dei linfonodi (adenopatia) del collo,

I tumori della base della lingua e dell’epiglottide danno una vaga sensazione persistente di corpo estraneo, a volte accompagnato da un dolore irradiato all’orecchio (otalgia riflessa), o si manifestano direttamente con l’ingrossamento dei linfonodi del collo. Per tali motivi, mentre i tumori delle corde vocali sono in genere diagnosticati in fase iniziale, i tumori orofaringei sono diagnosticati in fase più avanzata, a causa di sintomi frequentemente trascurati dai pazienti (perché del tutto simili al consueto mal di gola o perché i linfonodi ingrossati sono interpretati come conseguenza di un’infiammazione delle vie aeree).

I disturbi più comuni provocati dai tumori che crescono nel nasofaringe sono sensazione di naso chiuso permanente, fuoriuscita di secrezioni e di sangue dal naso (epistassi), sensazione di orecchie tappate (per la chiusura della tuba di Eustachio). Questo tipo di tumore dà spesso metastasi ai linfonodi, che frequentemente rappresentano il primo segno clinico di malattia.

  1. I tumori dell’ipofaringe, più rari dei primi due, si manifestano con difficoltà a deglutire ( disfagia ), talora associata ad alterazioni del timbro di voce, difficoltà respiratorie ( dispnea ) soprattutto nelle forme avanzate e otalgia riflessa.
  2. Per ridurre il rischio di tumore delle vie aerodigestive superiore è raccomandabile non consumare tabacco in alcuna forma, limitare l’alcol e avere rapporti sessuali protetti,

Un esame del distretto orale e faringo-laringeo potrebbe essere particolarmente utile per tutti i soggetti di età superiore a 60 anni, fumatori e bevitori. È atteso che la vaccinazione contro il virus HPV consentirà in futuro di prevenire la maggior parte dei tumori HPV-correlati, inclusi i tumori dell’orofaringe.

In presenza di sintomi sospetti, l’esame più utile per la diagnosi dei tumori della faringe e della laringe è la laringoscopia, una procedura indolore che permette al medico di ispezionare la laringe e le corde vocali. Questo esame si esegue con un laringoscopio a fibre ottiche, che è dotato di illuminazione propria e viene introdotto in gola attraverso la cavità nasale (laringoscopio flessibile) e consente di valutare la funzione laringea (motilità delle corde vocali) e la eventuale presenza di ulcerazioni o masse faringee e laringee.

A integrazione della visita otorinolaringoiatrica in fibroscopia, è possibile ricorrere all’ endoscopia ad alta definizione in NBI (Narrow Band Imaging), un sistema innovativo di tecnologia ottica che enfatizza la vascolarizzazione della mucosa consentendo di identificare non solo le lesioni neoplastiche, ma anche quelle sospette.

  • Come per la maggior parte dei tumori, la probabilità di guarigione dipende dalla sede e dall’estensione della neoplasia e dalle condizioni generali di salute del paziente,
  • I tumori di faringe e laringe sono classificati in quattro stadi di gravità crescente.
  • Per la stadiazione (il processo che permette di assegnare uno stadio alla malattia) si utilizza il cosiddetto sistema TNM : il parametro T descrive la dimensione del tumore, il parametro N indica l’eventuale interessamento dei linfonodi e il parametro M fa riferimento alla presenza o meno di metastasi a distanza,

Le linee guida più recenti hanno introdotto una novità molto importante per i tumori dell’orofaringe: in virtù del forte valore prognostico positivo rappresentato dall’infezione con HPV, l’attuale classificazione distingue i tumori dell’orofaringe HPV-correlati da quelli non HPV-correlati.

Una neoplasia a rapida crescita può ostruire le vie aeree, impedendo al paziente di respirare e rendendo necessaria una tracheotomia, cioè l’apertura chirurgica delle vie aeree al di sotto dell’ostacolo, in genere a livello della parte iniziale della trachea. Complessivamente la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è del 60 per cento circa, oscilla tra il 90-95 per cento nei pazienti con tumori limitati ed è del 20 per cento nei pazienti con tumori metastatici.

I tumori della laringe possono essere curati chirurgicamente con interventi che, nei tumori circoscritti, consentono la conservazione della funzione vocale, respiratoria e della deglutizione. Nei tumori allo stadio iniziale, l’asportazione della lesione può essere eseguita per via endoscopica, disponibile nei centri ad alta specializzazione.

L’evoluzione delle tecniche chirurgiche degli ultimi anni ha consentito l’impiego di chirurgie conservative anche per lesioni di dimensioni maggiori, lasciando la laringectomia (ossia l’asportazione completa dell’organo, comprese le corde vocali) come ultima opzione. Anche in assenza di laringe e corde vocali è possibile tornare a parlare utilizzando tecniche alternative di emissione del suono ricorrendo a uno specifico addestramento (logoterapia) o all’impiego di speciali apparecchi (protesi fonatorie).

In alternativa all’intervento demolitivo, i protocolli di chemioradioterapia, i cosiddetti protocolli di preservazione d’organo, permettono di curare le neoplasie avanzate faringo-laringee senza ricorrere alla laringectomia. Alcuni tumori dell’orofaringe in fase molto iniziale possono essere trattati con chirurgia robotica.

  1. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, si ricorre alla radioterapia, a cui si associa la chemioterapia negli stadi più avanzati della malattia.
  2. I tumori nasofaringei si curano con la sola radioterapia nel caso di lesioni più piccole.
  3. L’associazione di chemioradioterapia è invece sempre raccomandata nelle fasi più avanzate e, in casi selezionati, può essere utilizzata anche la chemioterapia di induzione, che si esegue cioè prima del trattamento di chemioradioterapia.
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La chirurgia nei tumori nasofaringei viene praticata solo in caso di recidive locali o di interventi sui linfonodi del collo, se non guariti con la chemioradioterapia. Viste le complessità delle scelte, sarebbe opportuno discutere sempre le opzioni di cura in un ambito multidisciplinare,

Da un punto di vista della radioterapia, lo standard terapeutico per tutti i tumori di testa e collo è la radioterapia a intensità modulata o IMRT e la sua evoluzione, la modulate arc therapy (VMAT) ; queste tecniche sembrano essere meglio tollerate e consentono di non danneggiare le strutture adiacenti.

È possibile che, in futuro, abbia un ruolo anche la radioterapia con particelle pesanti, come i protoni. Per le forme metastatiche, l’immunoterapia da sola o in combinazione con la chemioterapia è il trattamento di prima scelta nei tumori di faringe e laringe che esprimono la molecola bersaglio (PD-L1), mentre nei casi PD-L1 negativi l’associazione di cetuximab, farmaco biologico diretto contro il recettore EGFR, e chemioterapia rappresenta la terapia standard.

  • Sono al momento in fase di sperimentazione dei vaccini terapeutici contro HPV,
  • Nei pazienti con carcinoma del nasofaringe, la chemioterapia è invece sempre la prima scelta, ma potrebbe essere sostituita in futuro dalla combinazione di immunoterapia e chemioterapia.
  • Le informazioni di questa pagina non sostituiscono il parere del medico.

: Tumore laringe faringe: sintomi, prevenzione, cause, diagnosi

Cosa porta il tumore alla gola?

Cos’è il tumore alla gola? – Si tratta di una neoplasia di tipo maligno che colpisce una parte della gola come laringe, faringe e tonsille palatine. Il tabacco e l’alcol rappresentano le due cause principali dell’insorgenza di questa malattia. A seconda della zona colpita, il cancro può essere classificato in:

Tumore sopraglottico (sopra la glottide) Tumore glottico Tumore sottoglottico (sotto la glottide) Tumore nasofaringeo Tumore ipofaringeo Tumore orofaringeo Tumore tonsillare

Il cancro alla gola si può manifestare in vari modi, tra cui l’alterazione della voce, la difficoltà a respirare e deglutire, la tosse, il gonfiore e dolore al collo. Pertanto, individuare precocemente la malattia è fondamentale per aumentare la speranza di vita dei pazienti.

Come sapere in anticipo se si ha un tumore?

Un test del sangue potrà rilevare in anticipo diversi tipi di tumori Alcuni, quelli più subdoli, possono non dare alcun sintomo, oppure sintomi che sono per lo più aspecifici. Ed è per questo che risulta molto difficile, ancora oggi, scoprirli in tempo, ossia in una fase precoce,

A dare una speranza nel panorama degli screening oncologici e della diagnosi precoce è ora un semplice esame del sangue che si è dimostrato in grado di individuare la presenza di diversi tipi di tumore in persone che non hanno ancora sviluppato sintomi chiari e, quindi, quando la neoplasia è ancora ai suoi esordi.

A è stato un gruppo di scienziati del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, che ha presentato i risultati dello studio, chiamato Pathfinder, in occasione del dell’European Society for Medical Oncology (Esmo) 2022 di Parigi. Il test Mced (multi-cancer early detection) in fase di sviluppo può rilevare un segnale di malattia tra oltre 50 neoplasie diverse e prevedere da dove proviene, dove si trova nel corpo.

  1. Nel dettaglio, questo segnale deriva da piccole sequenze di dna tumorale circolante (ctDna) nel sangue, che differiscono dal delle cellule sane per una particolare caratteristica molecolare, conosciuta come,
  2. Nello studio Pathfinder sono state coinvolte circa 6.500 persone di età pari o superiore a 50 anni, apparentemente in buona salute.

Tuttavia, una volta sottoposte al test Mced, è emerso che nell’ 1,4% dei casi (92 persone) il test ha avuto esito positivo, ossia ha indicato la presenza di ctDna. Dalle successive analisi, i ricercatori hanno osservato che la diagnosi di è stata confermata nel 38% dei casi risultati positivi al test.

  • Questi risultati sono un primo passo importante per i test di diagnosi precoce perché hanno mostrato un buon tasso di rilevamento per le persone che avevano il cancro e un eccellente tasso di specificità per coloro che non lo avevano », ha spiegato l’autrice Deb Schrag,
  • Fino ad oggi, infatti, i precedenti studi hanno utilizzato i test solamente in pazienti che avevano già ricevuto una diagnosi di tumore.

Un altro risultato interessante, inoltre, riguarda i falsi positivi. « Una scoperta importante è stata che pochi partecipanti con un test di screening falso positivo hanno richiesto più procedure invasive come endoscopie e biopsie. », commenta l’autrice.

« Ciò dovrebbe attenuare le preoccupazioni sul fatto che questi test potrebbero portare a procedure non necessarie in persone che stanno bene ». Sebbene questo sia stato il primo studio a dimostrare l’efficacia e l’accuratezza del test Mced in persone di cui non si conosceva la malattia, serviranno ancora molte altre ricerche per perfezionarli in modo da poter distinguere meglio il dna tumorale da tutto quello che è in circolo nel sangue.

« Inoltre, è fondamentale capire che lo scopo dello screening del cancro non è ridurre l’incidenza del cancro, ma piuttosto ridurre la per cancro », conclude l’esperta. « È prematuro trarre conclusioni su come il test Mced influenzi la mortalità che non è stata misurata nello studio e richiede un lungo follow-up ».

La direzione è corretta, ma il test non è ancora pronto per lo screening a livello di popolazione ed è quindi importante che si continui con le procedure standard. Ma « entro i prossimi cinque anni avremo bisogno di più medici, chirurghi e infermieri, insieme a più infrastrutture diagnostiche e terapeutiche, per prendersi cura del numero crescente di persone che saranno identificate dai test Mced », ha spiegato Fabrice André, co-presidente scientifico di Esmo 2022.

« Dobbiamo coinvolgere tutte le parti interessate nella decisione di nuovi percorsi di cura. Dobbiamo concordare chi sarà sottoposto ai test, quando e dove verranno effettuati, e anticipare i cambiamenti, ad esempio nella diagnosi e nel trattamento di persone con e altri tumori che di solito sono diagnosticati in una fase molto avanzata ».

Come curare cancro gola?

Cure – La cura del cancro alla gola comprende radioterapia, chemioterapia e chirurgia, variamente combinate tra di loro a seconda della sede, del tipo e dell’estensione del cancro. In linea generali:

un cancro alla gola allo stadio I-II può essere trattato con la sola radio-chemioterapia gli stadi avanzati richiedono anche un approccio chirurgico

La radioterapia è una terapia che usa radiazioni ionizzanti, erogati al paziente tutti i giorni della settimana (esclusi sabato e domenica) per circa 30-35 giorni consecutivi. Il paziente viene sottoposto ad un esame preliminare, detto TAC di centratura, che consiste in una TAC in cui vengono acquisite le immagini testa-collo del paziente al fine di elaborare una piano di cura personalizzato; l’esame richiede il confezionamento di una maschera, che il paziente indosserà ogni giorno prima di ogni seduta di radioterapia e che ne consentirà l’immobilizzazione della testa ed il corretto posizionamento sul lettino di radioterapia.

  • I farmaci chemioterapici comunemente utilizzati per la cura del cancro alla gola sono a base di platino; a questi può associarsi talvolta un anticorpo monoclonale, come il cetuximab che va a contrastare le molecole necessarie alla crescita del tumore.
  • Di recente sono stati introdotti nuovi farmaci, come il nivolumab, che fa parte delle cosiddette immunoterapie, ossia un trattamento che mira ad attivare il sistema immunitario perché possa difenderci contro il cancro.

I trattamenti radio-chemioterapici somministrati in combinazione possono esser mal tollerati dai pazienti, anche in rapporto alle sue condizioni cliniche generali, età e peso corporeo; tra i possibili effetti collaterali, ricordiamo:

nausea e/o vomito difficoltà a deglutire i cibi mal di gola perdita di peso astenia ingravescente comparsa di infezioni fungine ( micosi ) alla bocca e alla gola arrossamento e/o imbrunimento della pelle del collo fragilità dentale infiammazione della bocca bocca secca sanguinamento gengivale sensazione di rigidità della mandibola e/o dei muscoli del collo

La chirurgia, laddove indicata, varia in base al tipo di cancro alla gola, sede e dimensioni. Comprende:

asportazione della laringe asportazione di parte della faringe asportazione dei linfonodi del collo resezione endoscopica (per tumori di piccole dimensioni)

Il post-intervento richiede una terapia riabilitativa per il recupero delle funzioni che un intervento chirurgico, specie se demolitivo, può far perdere o ridurre come ad esempio:

difficoltà a masticare o deglutire il cibo difficoltà a parlare deficit respiratori

È fondamentale smettere di bere e di fumare. Il persistere di queste abitudini voluttuarie, specie durante le cure, può comportare:

scarsa efficacia dei trattamenti potenziamento degli effetti collaterali comparsa di nuovi tumori

Come escludere un tumore alla bocca?

Diagnosi – Il cancro della bocca, se riconosciuto in fase precoce, può essere curato con successo, con elevate percentuali di guarigione. I ritardi diagnostici dipendono in genere da una sottovalutazione dei sintomi, spesso dovuta a una conoscenza insufficiente di queste neoplasie.

Il tumore alla bocca, infatti, viene spesso confuso con altre malattie più frequenti, ma meno gravi (quali ascessi dentari o tumori benigni). In altri casi, una paura immotivata impedisce al paziente di riferirne le manifestazioni al medico. Per individuare i tumori del cavo orale si ricorre all’ispezione visiva e alla palpazione della bocca e della lingua.

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Ogni lesione sospetta della mucosa deve essere sottoposta a biopsia attraverso il prelievo di una piccola porzione di tessuto,

Come inizia tumore bocca?

Formazione di un rigonfiamento esterno (sulla cute) o interno alla bocca. Caduta dei denti. Comparsa di chiazze bianche (leucoplachia) o rosse (eritroplachia) all’interno della bocca. Dolore e rigidità alla mandibola.

Come se avessi qualcosa in gola?

Generalità – Il groppo in gola è un sintomo che si manifesta come la sensazione di corpo estraneo o massa a livello di faringe, laringe e/o porzioni cervicali dell’ esofago, Questo disturbo può rendere difficile o addirittura dolorosa la deglutizione,

  • Il groppo in gola è una manifestazione relativamente frequente, che può dipendere da varie condizioni patologiche.
  • Tra le cause rientrano certi stati emozionali, reflusso gastroesofageo, malattie muscolari e lesioni nodulari del collo o del mediastino che causano la compressione dell’esofago.
  • In qualche caso, la sensazione è percepita come un fastidio localizzato e può essere attribuibile a motivi del tutto banali (es.

tristezza, agitazione o nervosismo ); altre volte, il groppo alla gola è simile al soffocamento e segnala la necessità di un approfondimento medico.

Quando il mal di gola deve preoccupare?

In caso di mal di gola è bene rivolgersi al medico se compaiono difficoltà respiratorie, a deglutire o ad aprire la bocca, se il fastidio dura più di una settimana, se è associato a mal d’orecchi, a sfoghi cutanei, a dolore alle articolazioni o a linfonodi del collo ingrossati, se le tonsille sono grosse o hanno delle

Chi è più predisposto al tumore?

Predisposizione genetica Si stima che dal cinque al dieci per cento di tutti pazienti colpiti dal cancro abbia una mutazione congenita del DNA che favorisce lo sviluppo di un cancro. In questi casi si parla di «predisposizione genetica», o «ereditaria».

  • Le persone con una predisposizione genetica hanno un rischio più elevato di ammalarsi di alcuni tipi di cancro, come il cancro del seno e dell’ovaio.
  • Ma non tutte le persone con una predisposizione si ammalano di cancro.
  • Il padre o la madre trasmette la mutazione ai figli.
  • Ogni figlio ha una probabilità del 50 per cento di ereditare la mutazione, Se un figlio non l’ha ereditata non può nemmeno trasmetterla ai suoi futuri figli.

La mutazione quindi non salta alcuna generazione. Poiché i tumori sono frequenti, non è raro che in una stessa famiglia si presentino più casi di cancro. Questo fatto da solo non significa però necessariamente che nella famiglia in questione sia presente una predisposizione genetica.

Che Analisi fare se si sospetta un tumore?

Un esame molto utile per avere quadro generale della salute di una persona, sia per un’analisi di routine sia in presenza di possibili problematiche, è l’ emocromo : tramite un piccolo prelievo di sangue è infatti possibile diagnosticare infezioni, infiammazioni, malattie autoimmuni e addirittura tumori.

  • In quest’ultimo caso i valori che più comunemente vengono presi in considerazione sono: i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine,
  • In questo articolo cercheremo di capire perché.
  • I globuli rossi I globuli rossi sono le cellule più numerose del sangue, si parla circa di 4,5 e 5,8 milioni per millimetro cubo e grazie all’emoglobina, 12,5-16 grammi per decilitro, trasportano ossigeno e anidride carbonica ai tessuti.

Una prima spia di tumore può accendersi quando i globuli rossi diminuiscono bruscamente nel giro di poco tempo, fino ad arrivare a un valore inferiore agli 8 grammi per decilitro, Questo succede quando il midollo osseo inizia a danneggiarsi a causa delle cellule malate presenti nel sangue; si tratta di un segnale che potrebbe rivelare la presenza di malattie come la leucemia cronica, il mieloma, il linfoma e le mielodisplasie.

  1. Se, al contrario, i valori dei globuli rossi aumentano superando i 5,8 milioni per millimetro cubo e l’ emoglobina oltrepassa 16,5 grammi per decilitro, è possibile parlare di una rara forma di tumore del sangue chiamata policitemia vera.
  2. Un parametro che l’emocromo fornisce è il volume corpuscolare medio dei globuli rossi, utile per diagnosticare moltissime malattie, come la mielodisplasia e vari tumori intestinali.

Globuli bianchi I globuli bianchi, o leucociti, sono le cellule del sangue destinate alla difesa immunitaria contro le infezioni che possono colpire l’organismo. Si distinguono in neutrofili, linfociti, monociti, eosinofili e basofili, I valori normali dei globuli bianchi si aggirano tra i 4.000 e i 10.000 per microlitro, quando questi diminuiscono ( meno di 1.000-500 ) è possibile riscontrare complicazioni al midollo osseo anche gravi.

Allo stesso tempo valori troppo elevati ( maggiori di 100.000 mm3 ) possono rappresentare un campanello d’allarme da non sottovalutare; grazie all’analisi dei singoli leucociti è possibile conoscere la natura dell’alterazione e diagnosticare la malattia. Piastrine Le piastrine sono cellule che hanno la funzione di regolare il meccanismo di coagulazione del sangue; vengono misurate in migliaia per microlitro e il loro valore normale in un soggetto sano si aggira tra i 150.000 e i 400.000 per mm3,

Piastrine nettamente basse, in particolare se accompagnate da alterazioni di globuli bianchi e anemia, possono essere sintomo di un cattivo funzionamento del midollo. Al contrario, un aumento smisurato ( oltre 1 milione per microlitro cubo ) di queste cellule nel sangue, può determinare la presenza di una rara forma di tumore chiamata trombocitemia essenziale.

  • Oltre questi tre parametri, molte volte è utile analizzare anche i cosiddetti marcatori tumorali,
  • Si tratta di molecole, il più delle volte proteine, che possono essere rilevate nel sangue e i cui valori possono indicare la presenza di un tumore.
  • Nello specifico i valori che devono fungere da campanello d’allarme sono quelli più alti: queste molecole sono infatti presenti anche in assenza di malattie, ma solo in presenza di un tumore i loro livelli si alzano in modo consistente.

Questo accade perchè le cellule tumorali si replicano molto più velocemente di quelle sane e in questo processo rilasciano nel sangue elevate quantità di proteine (tra cui i marcatori tumorali). Tra tutti, i più conosciuti marcatori tumorali sono:

PSA (prostate specific antigen) – correlato al tumore della prostata; CA125 – correlato al carcinoma dell’ovaio; CEA (Antigene Carcino-Embrionario) – correlato a carcinoma del colon-retto, carcinoma gastrico, carcinoma pancreatico, carcinoma polmonare, carcinoma della mammella e carcinoma midollare della tiroide

È importante sottolineare che, così come per globuli rossi, globuli bianchi e piastrine, anche nel caso dei marcatori tumorali non sempre valori anomali sono sinonimo della presenza di un tumore.

Quando la PCR indica un tumore?

Univadis Notizie di oncologia 15/09/2022

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Livelli plasmatici più alti del marcatore infiammatorio proteina C-reattiva (C-reactive protein, CRP) aumentano fino al 42% il rischio di incidenza di tumore polmonare, secondo un ampio studio di coorte prospettico, di popolazione, condotto in Cina settentrionale. La correlazione tra CRP e incidenza di tumore polmonare è dose-dipendente, il che significa che tanto più alti sono i livelli di CRP, tanto maggiore è il rischio.

Perché è importante

Questo nuovo studio integra il crescente corpo di evidenze internazionali che suggeriscono un coinvolgimento della CRP nello sviluppo del tumore polmonare. Una metanalisi del 2012 ha indicato che alti livelli di CRP sono associati a un aumento del 33% dello sviluppo di tumore polmonare, sulla base di 10 studi con 1.918 tumori polmonari. Un successivo studio di coorte, prospettico finlandese della durata di 21 anni ha indicato che livelli più alti di CRP sono associati a un aumento di 3 volte dello sviluppo di tumore polmonare. A livello meccanicistico, l’infiammazione cronica (indicata da alti livelli di CRP) può rilasciare fattori angiogenici che provocano proliferazione cellulare e sviluppo di tumori. L’insieme di evidenze suggerisce che i medici di base potrebbero considerare gli alti livelli di CRP come identificativi di un paziente ad alto rischio, per il quale è giustificato uno screening del tumore polmonare più frequente.

Disegno dello studio

Lo studio cinese era uno studio di coorte, prospettico, di popolazione di quasi 100.000 lavoratori attivi e in pensione, noto come Coorte Kailuan, senza tumori al momento dell’arruolamento nel periodo 2006–2007. La CRP plasmatica è stata analizzata una volta al momento dell’arruolamento; la coorte è stata seguita per una media di 8,7 anni fino al 2015. Per misurare la concentrazione di CRP è stato utilizzato un saggio ad alta sensibilità con un limite inferiore di rilevabilità di 0,1 mg/l. Dopo la valutazione basale della CRP i pazienti hanno incontrato i medici di persona ogni 2 anni per una visita medica. L’incidenza cumulativa di tumore polmonare (890 partecipanti su 97.950) è stata studiata in relazione ai tre livelli di CRP utilizzati dall’American Heart Association: basso ( 3 mg/l). Finanziamento: Central Research Institute Fund della Chinese Academy of Medical Sciences; National Key Research & Development Program of China; altri.

Risultati principali

Alti (rispetto a bassi) livelli di CRP sono risultati associati a un aumento del 42% del rischio di tumore polmonare incidente (HR CRP alta/bassa =1,42; IC 95%, 1,20–1,68). I risultati sono stati corretti per fattori confondenti come età, sesso, livello di istruzione, fumo, consumo di alcol, diabete, indice di massa corporea (body mass index, BMI) e attività fisica. Livelli medi (rispetto a bassi) di CRP dopo correzione per i fattori confondenti sono risultati associati a un aumento del 21% del rischio di tumore polmonare incidente (HR CRP media/bassa =1,21; IC 95%, 1,03–1,42). La correlazione tra CRP e incidenza di tumore polmonare è risultata dose-dipendente (P tendenza <0,001). Dopo la stratificazione della coorte in base al BMI, la correlazione tra CRP e tumore polmonare è stata osservata solo nei partecipanti non obesi:

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BMI basso ( 2 ), HR CRP alta/bassa =1,51; IC 95%, 1,18–1,94; P tendenza =0,001; BMI medio (24–28 kg/m 2 ), HR CRP alta/bassa =1,47; IC 95%, 1,13–1,92; P tendenza =0,003; BMI alto (≥28 kg/m 2 ), HR CRP alta/bassa =1,01; IC 95%, 0,64–1,57; P tendenza =0,991.

I risultati relativi al BMI indicano un’interazione negativa tra livelli di CRP e BMI per il rischio di tumore polmonare incidente (P interazione =0,049).

Limiti

Il disegno osservazionale dello studio comporta rischi di confondimento dovuti a fattori non misurati e distorsione da selezione. Lo studio non ha raccolto informazioni sulla durata e sull’intensità del fumo, che è stato valutato solo in termini di mai fumatori/non fumatori. Lo studio non prevedeva correzioni per inquinanti ambientali e abitudini alimentari come potenziali fattori confondenti. Il follow-up per lo studio del tumore polmonare è stato breve (media di 8,7 anni). Il livello di CRP è stato esaminato solo in un singolo momento temporale.

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Com’è la tosse da tumore?

La tosse secca, irritativa, è uno dei sintomi più frequenti del tumore al polmone ed è dovuta all’ostruzione delle vie aeree. Può anche associarsi all’emissione di catarro (escreato) e presentarsi come il peggioramento di una tosse cronica del fumatore, più persistente al mattino.

Quali sono i sintomi di un tumore al collo?

La sintomatologia – Purtroppo i tumori maligni della testa e del collo vengono diagnosticati spesso in uno stadio molto avanzato. I sintomi iniziali sono frequentemente aspecifici. I disturbi più tipici sono mal di gola, anche per mesi, difficoltà alla masticazione, difficoltà alla deglutizione, raucedine cronica o alterazioni della voce.

Quando deglutisco mi punge la gola?

Generalità – La faringite, o mal di gola, è l’infiammazione a carico della faringe, Situata nella parte posteriore della bocca, la faringe è un canale muscolo-membranoso che consente al cibo di imboccare la via dell’ esofago, La faringite può essere dovuta a cause diverse, tra cui virus (principali responsabili), batteri, allergie, risalita di succo gastrico dallo stomaco ecc.

Che cos’è un papilloma in bocca?

Papilloma squamoso » Dott. Mariani Umberto || Patologia orale e Medicina

  • PAPILLOMA VIRUS (HPV).
  • Il papilloma virus può essere sede a livello del cavo orale di un gruppo di lesioni con caratteristiche verruco-papillari.
  • Si tratta di formazioni esofitiche benigne che possono manifestarsi in ogni area del cavo orale, sia sulla mucosa cheratinizzata che su quella non cheratinizzata.
  • Esistono diversi genotipi di HPV, alcuni dei quali classificati ad alto rischio oncologico ( in particolare HPV 16,18) associati a tumori nei distretti anogenitali e testa-collo mentre nel basso rischio oncologico si classificano l’HPV 2,4,6,11 associati a malattie benigne( verruche volgari, condilomi e papillomi).
  • Trasmissione dell’infezione da HPV
  • 1)contatto orizzontale diretto: saliva-saliva o mucose genitali durante un rapporto sessuale ;(1)
  • 2) Trasmissione verticale: per via materno- fetale (durante il parto o postnatale).
  • Manifestazioni orali da HPV
  • Papilloma squamoso:
  • Associato ad HPV 6 e 11, è la lesione papillare della mucosa orale più comune.
  • Si può localizzare in qualunque sede del cavo orale, con predilizione per il palato molle, uvola e ventre linguale (mucosa non cheratinizzata) e palato duro
  • ( mucosa cheratinizzata).
  • I papillomi sono lesioni di circa 1 cm di diametro e si presentano come una neoformazione esofitica che conferisce loro un aspetto granulare o a cavolfiore; tali lesioni sono generalmente asintomatiche e singole.
  • I papillomi squamosi sono il risultato di una crescita eccessiva dell’epitelio squamoso normale.
  • L’HPV, nonostante sia considerato l’agente eziologico della maggior parte dei papillomi squamosi, è un virus a basso grado di infettività.
  • Per questo si può affermare che la via di trasmissione del virus è sconosciuta, anche se l’infezione sembra essere favorita dal contatto diretto. (1)
  • Il trattamento di elezione consiste nella escissione chirurgica mediante bisturi o laser -> a CO2 -> a diodi.
  • Le recidive sono rare, tranne in pz HIV positivi.
  • Diagnosi Differenziale :
  • verucche del cavo orale,
  • condiloma acuminato,
  • iperplasia palillare: si differenzia dal papilloma squamoso in quanto caratterizzata da una relazione causa-effetto( come ad es una protesi rimovibile inadatta).
  1. Condiloma acuminato:
  2. Associato a HPV 2,6,11 è una lesione di natura infettiva che si localizza prevalentemente nella regione anogenitale ma che si può riscontrare anche a livello orale in prossimità del ventre linguale e del palato molle.
  3. Entrambe le sedi hanno in comune una superficie costituita da epitelio squamoso, calda e umida.
  4. I condilomi si manifestano clinicamente come neoformazioni nodulari di colore rosa( perchè spesso prive di ipercheratosi) che tendono a confluire.
  5. La lesione che ne risulta è di tipo papillare, esofitica, a larga base di impianto rispetto ai papillomi o alle verruche.
  6. Si riscontra con frequenza nei soggetti HIV positivi ed è spesso associato ai condilomi genitali.
  7. Trattamento:
  8. -Escissione chirurgica con bisturí;
  9. -Escissione chirurgica mediante laser -> diodi; -> CO2.
  10. Diagnosi differenziale :
  • papilloma squamoso,
  • verruche del cavo orale
  • Verruche del cavo orale
  • Associata al HPV 2 e 4 è rara nella mucosa orale e si localizza prevalementemente a livello del dorso linguale, gengiva aderente ( mucosa cheratinizzata).
  • I soggetti più colpiti sono i bambini, in conseguenza di auto-inoculazione ed è generalmente autolimitantesi.
  • Il trattamento
  • Alcune verruche non necessitano di nessun trattamento e regrediscono spontaneamente in un arco di tempo variabile. Diversamente si possono utilizzare diversi metodi di trattamento, tra i quali la criochirurgia
  • Le recidive sono frequenti quando il tessuto circostante, apparentemente normale, può ospitare l’agente infettivo.
  • Diagnosi differenziale:
  • – papilloma squamoso
  • -condiloma acuminato.
  • Carcinoma verrucoso:

Si localizza prevalentemente nella mucosa geniana e nella mucosa gengivale inferiore. I soggetti più colpiti sono maschi con più di 50 anni d’età.

  1. Strettamente correlato con l’impiego di tabacco e specialmente di tabacco masticato.
  2. Il ruolo del virus HPV nella carcinogenesi, in particolare l’HPV 16 risulta importante nella patogenesi del tumore orofaringeo.
  3. Tuttavia segue un modello differente rispetto al tumore  » classico » del cavo orale che è legato a fattori di rischio noti come alcol e tabacco.

Infatti il tumore associato al virus HPV si manifesta prevalentemente in soggetti giovani e si correla specialmente al comportamento sessuale attuato( es n. partner) e alle misure di prevenzione non adottate. : Papilloma squamoso » Dott. Mariani Umberto || Patologia orale e Medicina

Come si chiama la pallina dentro la bocca?

Una ranula è un tipo di mucocele che si trova in bocca.

Come si presenta tumore al palato?

I tumori che insorgono e si sviluppano verso il cavo orale si presentano inizialmente come una piccola ulcera od una piaga che non guarisce e che tende a dare un leggero sanguinamento. Pertanto possono essere diagnosticati in una fase assai precoce.

Come escono i noduli alla gola?

Risorse sull’argomento Polipi, noduli e granulomi delle corde vocali sono neoformazioni non cancerose (benigne) che causano raucedine e voce bisbigliata. I noduli delle corde vocali interessano entrambe le corde vocali e sono causati principalmente da trauma cronico alle corde vocali dovuto al fatto di urlare, cantare o gridare oppure usare una frequenza bassa innaturale abitualmente.

Cosa sono i noduli alla gola?

I polipi e i noduli delle corde vocali sono lesioni che possono essere provocate da traumi o da un uso eccessivo della voce. I noduli sono escrescenze che si formano sulle corde vocali. Sono benigni o non cancerosi; i polipi possono trovarsi su una o entrambe le corde vocali.

Cosa vuol dire avere un nodulo alla gola?

Come si curano i polipi e i noduli alla gola? – Il trattamento di polipi e noduli delle corde vocali prevede innanzitutto il far riposare la voce, evitando di abusarne ed evitando il contatto con qualsiasi agente che possa irritare il tratto laringeo.

  • In alcuni casi può essere necessario ricorrere alla terapia vocale eseguita da un logopedista,
  • Questo tipo di terapia consiste nell’insegnare al paziente come parlare o cantare evitando di sforzare le corde vocali.
  • In questo contesto, compito del logopedista è anche quello di individuare quali sono i comportamenti fonatori che hanno determinato i traumi causa dei polipi o dei noduli delle corde vocali.

In molti casi, i noduli tendono a risolversi con la sola terapia vocale. Al contrario, nella maggioranza dei casi di polipi delle corde vocali si rende necessaria l’ asportazione chirurgica per far tornare la voce ad una condizione di normalità. Ad ogni modo, l’intervento chirurgico può essere necessario anche per il trattamento di quei noduli che non regrediscono con la sola terapia vocale.

Com’è la tosse da tumore?

La tosse secca, irritativa, è uno dei sintomi più frequenti del tumore al polmone ed è dovuta all’ostruzione delle vie aeree. Può anche associarsi all’emissione di catarro (escreato) e presentarsi come il peggioramento di una tosse cronica del fumatore, più persistente al mattino.

Quali sono i sintomi di un tumore al collo?

La sintomatologia – Purtroppo i tumori maligni della testa e del collo vengono diagnosticati spesso in uno stadio molto avanzato. I sintomi iniziali sono frequentemente aspecifici. I disturbi più tipici sono mal di gola, anche per mesi, difficoltà alla masticazione, difficoltà alla deglutizione, raucedine cronica o alterazioni della voce.

Quando il mal di gola deve preoccupare?

In caso di mal di gola è bene rivolgersi al medico se compaiono difficoltà respiratorie, a deglutire o ad aprire la bocca, se il fastidio dura più di una settimana, se è associato a mal d’orecchi, a sfoghi cutanei, a dolore alle articolazioni o a linfonodi del collo ingrossati, se le tonsille sono grosse o hanno delle